“Non è il momento di pensare a mozioni di sfiducia!”

Trovare risposte e percorsi adeguati per uscire il prima possibile dalla crisi determinata dal Coronavirus. Secondo i vertici di lvh.apa sono questi al momento gli obiettivi prioritari in Alto Adige e di sicuro non la ricerca di capri espiatori: “Nella situazione attuale le mozioni di sfiducia non rappresentano certamente una soluzione utile per farci andare avanti – ha commentato il presidente degli artigiani altoatesini Martin Haller.

Il presidente di lvh.apa Martin Haller. - Foto: Florian AndergassenIl presidente di lvh.apa Martin Haller. - Foto: Florian AndergassenLo stato delle cose in Alto Adige è indubbiamente complesso e tutti ne sono consapevoli. “Anche la politica viene messa ogni giorno a dura prova ed è chiamata a prendere ormai quotidianamente delle decisioni adeguate nell’ambito dell’epidemia Covid-19 – ha ricordato il presidente di lvh.apa Confartigianato Imprese Martin Haller -. Il presidente della Giunta Provinciale e gli assessori hanno una grande responsabilità verso la nostra terra, nello specifico tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini nel modo più adeguato possibile. Proprio per questo qualsiasi attribuzione di colpa o richiesta di dimissioni è quantomai fuori luogo.” Non a caso l’intero artigianato locale ha reagito con grande perplessità ed indignazione alla recente richiesta di una mozione di sfiducia dell’opposizione contro il presidente della Giunta Provinciale. “La cosiddetta via altoatesina scelta per combattere il Coronavirus ha consentito di intraprendere delle misure in autonomia, adattandole alle esigenze, alle priorità ed alle opportunità locali – ha aggiunto Haller -. Sono convinto che le decisioni prese dai nostri rappresentanti politici di concerto con la commissione di esperti siano volte al bene della popolazione. In fondo la via altoatesina non significa solo maggiore autonomia, bensì anche maggiore responsabilità. La stessa responsabilità che tutti noi dobbiamo dimostrare in questi momenti, in particolare evitando un disastro politico di scarsa utilità come recentemente avvenuto a Roma. Al contrario: ciò che serve ora è una coesione ancora maggiore, utile per trovare tutti insieme una strada vincente per uscire da questa crisi.”

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