Decreto rilancio: arriva il superbonus per il risparmio energetico

Per il futuro dell‘edilizia è importante assumere delle decisioni concrete ed atte a sostenere gli investimenti. Da qui la soddisfazione per il “Decreto Rilancio” appena approvato dal Governo. In quest’ultimo spicca il cosiddetto superbonus, contenente una detrazione fiscale al 110% per i privati che effettuano dei risanamenti energetici.

Un impianto fotovoltaico, una delle misure sostenute nell’ambito del Decreto Rilancio. Il 18 maggio l’economia e la vita sociale sono ripartite interamente anche a livello nazionale, seppur nel rispetto di rigorose misure di sicurezza. Se numerose realtà italiane di piccole dimensioni hanno potuto riprendere in queste ore la propria attività, diverse aziende altoatesine stanno già pensando al futuro. “Soprattutto nell’edilizia esistono dubbi e preoccupazioni in merito ad una possibile recessione economica verso la fine dell’anno – ha spiegato il presidente di lvh.apa Martin Haller -. Proprio per questo siamo soddisfatti degli sforzi operati dal Governo nell’ottica di rinforzare l’economia a medio-lungo termine, in particolare favorendo gli investimenti.”

Il cosiddetto Decreto Rilancio prevede in particolare una detrazione fiscale del 110% nell’arco temporale che va dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per i privati che effettuano dei risanamenti energetici. In sostanza gli investimenti nel risparmio energetico operati nel 2020 e nel 2021 frutteranno il 110%. I costruttori potranno utilizzare il rimborso in cinque rate attraverso la dichiarazione dei redditi, oppure cederlo alle aziende che svolgono i lavori o alle banche. Gli interventi considerati per la detrazione saranno i cappotti termici fino ad un ammontare massimo di 60.000 Euro per ogni unità immobiliare che compone l’edificio, la sostituzione degli impianti di climatizzazione con pompe di calore o condensamento, gli impianti ibridi o geotermici (ammontare massimo di 30.000 Euro per ogni unità abitativa che compone l’edificio), la sostituzione di finestre, la realizzazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica, l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e le misure antisismiche nelle zone 1, 2 e 3. La condizione per accedere all’agevolazione è costituita dal miglioramento della classe energetica dell’edificio di almeno due classi. Qualora ciò non risulti possibile, sarà necessario dimostrare il raggiungimento del livello più elevato attraverso l’APE (attestazione di prestazione energetica).

“Il vantaggio fiscale in oggetto favorisce tanto i privati quanto le aziende – ha evidenziato il presidente di lvh.apa Martin Haller -. Per garantire un sostegno all’economia ancor più immediato sarebbe stato forse il caso di far partire la misura dal 1° giugno. Al contempo avremmo auspicato che la sostituzione di finestre fosse possibile anche come misura singola e che l’acquisto di mobili venisse inserito nella detrazione in un contesto di ristrutturazione generale. In questo modo anche i numerosi falegnami altoatesini avrebbero potuto approfittare dell’intervento. Ci auguriamo che esista ancora l’opportunità di migliorare la legge a posteriori. In ogni caso la speranza in generale è che numerosi privati utilizzino questo sostegno statale, portando ad un’ulteriore crescita negli investimenti tanto a livello nazionale quanto qui in Alto Adige.”

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