Bruciatoristi: il terzo responsabile non deve per forza essere una persona giuridica

Il presidente dei Bruciatoristi di APA-Confartigianato Bolzano Marcello Cutrò ha voluto rassicurare i propri colleghi in merito all'effettiva definizione di terzo responsabile: "A ricoprire questo ruolo non deve essere necessariamente una persona giuridica, ma può essere anche un'impresa individuale."


"Si tratta di una precisazione importante e necessaria per far lavorare con maggiore tranquillità la nostra categoria." Questa la più che valida motivazione che ha spinto il presidente dei Bruciatoristi APA-Confartigianato Bolzano Marcello Cutrò a chiarire con maggiore precisione la definizione di terzo responsabile. La figura in oggetto, relativa a chi si occupa dell'esercizio, della conduzione, del controllo e della manutenzione di un impianto termico nel rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica, sicurezza e tutela dall'ambiente, era stata infatti messa in discussione da una recente interpretazione di un avvocato di ANACI. In particolare il legale dell'Associazione Nazionale Amministrazioni Condominiali ed Immobiliari aveva interpretato in maniera restrittiva il novero dei soggetti autorizzati a ricoprire il ruolo di terzo responsabile, attribuendo tale opportunità unicamente alle persone giuridiche: "Un'interpretazione davvero penalizzante - ha spiegato a tal proposito Cutrò -, visto che in tal modo venivano escluse dall'incarico le società in nome collettivo, quelle in accomandita semplice, quelle semplici e naturalmente le imprese individuali." Per far venir meno il pomo della discordia, ovvero l'inclusione o meno dei suddetti enti nella cerchia dei soggetti nominabili per l'incarico di terzo responsabile, è stato in ogni caso sufficiente far ricorso alla Suprema Corte di Cassazione: "Prendendo in esame la sentenza n° 15657 del 20 aprile 2011 - ha proseguito il presidente dei Bruciatoristi -, è possibile ottenere conferma di un'interpretazione meno restrittiva, finalizzata ad evitare una significativa disparità di trattamento tra coloro che ricorrono a forme semplici di impresa e coloro che viceversa si affidano a strutture più complesse ed articolate." "Proprio per questo - ha concluso sempre Cutrò -, la sentenza della Cassazione ha fatto notare che la mancata indicazione dell'impresa individuale nel decreto di riferimento non equivale ad esclusione bensì ad un'implicita inclusione nell'area dei destinatari della norma." Una valutazione senz'altro più ragionevole e di certo idonea per garantire ai Bruciatoristi un inizio anno decisamente più tranquillo.

 

Ti informiamo che questo sito utilizza cookie propri tecnici e di terze parti per consentirti una migliore navigazione ed un corretto funzionamento delle pagine web.