Temelin: "Il riconoscimento della qualifica professionale come garanzia di qualità nell'universo dei restauratori"

Dopo quasi 20 anni di battaglia i restauratori italiani hanno potuto recentemente festeggiare l'approvazione della legge che riconosce la qualifica professionale della categoria. Una novità piuttosto significativa per il mestiere, come afferma il presidente della sezione in APA-Confartigianato Bolzano Claudio Temelin: "La modifica introdotta è una vera e propria garanzia di qualità."


Hanno dovuto attendere quasi due decenni, ma alla fine i restauratori italiani hanno potuto accogliere con soddisfazione l'atteso via libera alla legge che riconosce la qualifica professionale della categoria. Una battaglia portata avanti con costanza da Confartigianato negli ultimi anni ed il cui esito positivo è stato reso noto dal presidente nazionale di Confartigianato Restauro Vincenzo Basilio, il quale ha evidenziato la rilevanza della novità legislativa con particolare riferimento alla difesa del ruolo ricoperto dalle botteghe di tradizione. Naturalmente soddisfatti della decisione anche i rappresentanti della sezione di mestiere dei Restauratori di APA-Confartigianato Bolzano, con in testa il presidente Claudio Temelin: "La legge 112 dello scorso 7 ottobre va a chiarire in modo esaustivo i criteri per la qualifica professionale di restauratore di beni culturali nelle procedure di selezione pubblica - spiega il presidente della categoria -. Ciò avviene sostanzialmente utilizzando un elenco di 12 settori a cui è possibile iscriversi in base all'attività prevalentemente svolta con riferimento ai beni tutelati, senza dimenticare l'opportunità di scegliere anche altri settori se si sta svolgendo la relativa tipologia di attività da almeno due anni." Ma quali sono di fatto i vantaggi del cambiamento concretizzatosi a livello normativo? "Gli aspetti positivi di questa decisione sono diversi - sottolinea sempre Temelin -. Per prima cosa in tal modo si garantisce in maniera più adeguata la salvaguardia delle botteghe storiche e l'annessa opportunità di tramandare il sapere. Ancor più significativa è tuttavia la garanzia di qualità offerta a tutti gli esponenti del settore con la qualifica professionale ed il relativo albo." Soprattutto per quanto riguarda l'Alto Adige, il presidente dei Restauratori di APA-Confartigianato Bolzano vede infine un'opportunità di rilievo ed un vantaggio da sfruttare appieno in futuro: "Se guardiamo alla nostra terra - conclude Temelin -, sarà d'ora in poi ancor più importante trovare degli adeguati collegamenti tra le scuole di elevata formazione e la realtà della bottega storica. In questo modo infatti, si potranno ottenere dei passi avanti decisivi nello sviluppo dell'apprendistato e di un passaggio per noi imprescindibile come quello della formazione professionale. Un percorso da intraprendere con ancor più convinzione per puntare ad una crescita generalizzata della nostra professione." In considerazione delle novità approvate, per potersi iscrivere all'albo professionale i restauratori dovranno ora attendere soltanto l'uscita del bando e delle relative linee guida, prevista per i primi mesi del 2014.

 

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