Installatori: l’obiettivo è prevenire la legionellosi

Nel 2016 in Alto Adige sono stati registrati 29 casi di legionellosi ed anche nel 2017 il totale è rimasto pressoché invariato. Le aziende con sistemi idraulici a rischio dovrebbero rivolgersi regolarmente ad esperti di settore qualificati.

L’acqua calda come pericolosa fonte di legionellosi. La cosiddetta malattia dei legionari può risultare pericolosa e addirittura mortale. Gli agenti patogeni della legionellosi si trovano a proprio agio nell’acqua calda, dove riescono a svilupparsi velocemente. Nello specifico stiamo parlando di batteri che sono un componente naturale dell’acqua dolce. Se presenti in concentrazioni eccessive tuttavia, essi possono portare all’infida malattia, che negli ultimi anni ha già colpito diverse persone anche in Alto Adige. I soggetti maggiormente a rischio sono quelli con problemi di salute.

Il pericolo maggiore della legionellosi è che vada ad infettare le vie respiratorie. Il motivo della malattia in questi casi non deriva dal bere, bensì dall’inalazione di acqua contenente batteri, come ad esempio in doccia o attraverso gli impianti di aria condizionata. Ad essere colpite sono in particolare le strutture con sistemi idraulici di grandi dimensioni, quali ad esempio hotel, ospizi o scuole. Nel 2015 in Alto Adige si è peraltro registrato un caso mortale in un ricovero per anziani. “I proprietari di simili strutture sono chiamati a svolgere controlli ed analisi del rischio puntuali, al fine di evitare malattie o addirittura decessi – ha sottolineato il presidente della sezione di mestiere Installatori termosanitari di lvh.apa Harald Kraler -. Il trattamento delle reti di acqua calda è regolato normativamente dalle linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi, le quali sono parte integrante della legge per la sicurezza sul lavoro G.v.D. n° 81/2008. A seguito di quest’ultima, le persone coinvolte in un eventuale contagio rischiano gravi conseguenze a livello penale. Degli impianti a rischio fanno parte tutti quelli in cui vi è il pericolo di una stagnazione dei collegamenti d’acqua calda, così come quelli in cui la temperatura minima dell’acqua non viene mantenuta a 60°. I pericoli si sviluppano in particolare in hotel, ospizi, scuole e condomini.”

Una consulenza ed un’analisi dei rischi possono essere svolte grazie ad installatori competenti in materia. A partire da esse si sviluppa un piano di manutenzione, basato sulle dimensioni e sull’attività dell’azienda. “La problematica della legionellosi viene ancora tropo spesso ignorata o sottovalutata – ha concluso Kraler -. La responsabilità dei proprietari delle strutture è regolata normativamente e ci possono essere delle conseguenze penali. Proprio per questo è necessario seguire i passi giusti per quanto concerne la pianificazione, l’installazione e la manutenzione.” Il consiglio è quello di parlare con un esperto per comprendere come installare l’impianto in modo adeguato. Il rischio di legionellosi può venire ridotto notevolmente attraverso una gestione dell’acqua calda decentralizzata.

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