Coronavirus: quello che le aziende devono sapere

Come mi comporto se un dipendente si rifiuta di venire al lavoro?

 I datori di lavoro/lavoratori hanno tre opzioni:

  • Nel caso il datore di lavoro/lavoratore decidesse di stare a casa in via del tutto precauzionale allora queste assenze vengono considerate come ferie o permessi
  • Nel caso ci fossero tutti i sintomi del “coronavirus” allora il dipendente deve chiamare al più presto il medico e deve farsi mettere in malattia! Il medico eventualmente procederà con gli ulteriori passi necessari.
  • Nel caso l’attività lavorativa venisse sospesa per ordine della pubblica autorità allora in quel caso le giornate di assenza verrebbero pagate normalmente (in quel caso ci sarebbe la possibilità di far richiesta di Cassa Integrazione o FSBA

 

 Smart Working

Per questa situazione di emergenza, per tutta Italia, i lavoratori possono chiedere di lavorare da casa per evitare qualsiasi contatto con altre persone! In questo caso basta che il datore di lavoro faccia un accordo con il lavoratore dove viene specificato che il dipendente lavora da casa ed inoltre bisogna comunicare al dipendente che deve rispettare tutte le regole relative alla sicurezza sul posto di lavoro anche da casa. Il tutto deve essere firmato e consegnato ad entrambe le parti. È stata inoltre predisposta una comunicazione semplificata sul sito cliclavoro che il datore di lavoro deve utilizzare per comunicare l’attivazione dello smart working.

Informazioni sicurezza telelavoro

 

Quando un dipendente può rimanere a casa?

Nel caso ci fossero tutti i sintomi del “coronavirus” allora il dipendente deve recarsi al più presto dal medico e deve farsi mettere in malattia! Nel caso il datore di lavoro decidesse, in via del tutto precauzionale, di lasciare a casa i dipendenti, allora questi giorni verranno considerati come ferie.

 

Posso procrastinare l’inizio di un lavoro o sospendere i lavori e chi paga il danno in caso di ritardo?

In linea di principio, l'impresa di costruzioni non è esente da responsabilità in caso di ritardo nei lavori.

Tuttavia, l'azienda non può essere ritenuta responsabile per il ritardo dei lavori in caso di una situazione imprevista e imprevedibile ("forza maggiore"), come ad esempio un'ordinanza d'emergenza o una misura d'emergenza per proteggere la popolazione in relazione all'insorgenza di malattie causate da agenti patogeni virali.

Tuttavia, si sottolinea che ogni situazione va valutata caso per caso.

 

È possibile recedere da un contratto?

E’ possibile recedere da un contratto solo se, a causa di una situazione imprevista, ad es. in caso di una disposizione di emergenza o se il luogo dell'ordine è delimitato e dichiarato "zona rossa" (quarantena), non c’è la possibilità per l'impresa di raggiungere il luogo in cui va eseguita la prestazione. Lo stesso vale se l'azienda si trova in una zona rossa (quarantena) e quindi non può lasciare la zona.

 

Devo rimborsare il denaro se un cliente annulla un ordine/prenotazione a causa del coronavirus?

A meno che non vi sia un’ordinanza dell’autorità che vieta l’ingresso nella zona in cui si trova l’impresa, si applicano le generali disposizioni in materia di recesso dai contratti. Ciò significa che il cliente non ha diritto al rimborso del prezzo pagato se recede dal contratto per motivi personali. Naturalmente nulla vieta all’impresa di trovare una soluzione di comune accordo con il cliente.

 

FSBA

Il 26.02.2020 è stato firmato un accordo da parte dell’FSBA (Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato). L’FSBA è da paragonare alla CIG (cassa integrazione). La cassa integrazione vale solo per alcuni settori (non per l’Artigianato). L’FSBA invece la possono usare tutte le ditte artigiane (tranne le ditte edili) ed anche le ditte sotto i 5 dipendenti che pagano i contributi a questo fondo. Questi strumenti possono servire ai datori di lavoro che, momentaneamente, devono ridurre o addirittura sospendere l’attività produttiva e viene pagato o integrato una parte dello stipendio dei propri lavoratori per un breve periodo.

  • Da che data si può inoltrare la domanda all’FSBA: dal 26.02.2020 e per ora solo fino al 31.03.2020
  • Per quali dipendenti si può fare la domanda: per tutti i dipendenti che erano in azienda prima del 26.02.2020
  • Quanto è alto l’importo: 80% della paga per tutte le ore non lavorate con un massimale mensile di 1.193,75€ lordi
  • Per quanto si può richiedere la sospensione: per un massimo di 20 settimane in un periodo mobile di 2 anni
  • Questi importi vengono pagati per tutto il periodo che viene considerato come “stato d’emergenza sanitaria pubblica”. A questo bisogna però anche aggiungere che è stato stanziato un importo preciso e fino ad esaurimento di questo importo.

> Procedura FSBA

 

CIG per l’Edilizia

Per i dipendenti dell’Edilizia invece si può fare domanda per la Cassa Integrazione per l’Edilizia sul sito dell’INPS.

Quando spetta:

  • Eventi temporanei e non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori;
  • Situazioni temporanee di mercato
  • Intemperie stagionali

Oppure per cause diverse da quelle metereologiche (qui di seguito solo le più importanti per questo periodo)

  • Crisi di mercato
  • Mancanza di lavoro
  • Mancanza di commesse o di ordini
  • Eventi naturali diversi dalle intemperie

Quanto spetta:

Un’indennità pari all’80% della paga per tutte le ore non lavorate con un massimale mensile di 1.193,75€ lordi. L’importo può essere richiesto per massimo 13 settimane.

Cassa integrazione guadagni Edilizia 

 

Autocertificazione per gli spostamenti al di fuori del comune 

Il Ministero dell’Interno ha messo a disposizione di tutti i cittadini un’autocertificazione da usare per gli spostamenti al di fuori del proprio comune di residenza. Questa autocertificazione deve essere compilata da tutti i cittadini che lavorano al di fuori del proprio comune e deve essere mostrata in caso di controllo!! Questo documento deve essere compilato per ogni tipo di viaggio al di fuori del proprio comune (ad esempio per fare la spesa, per motivi privati, ecc.), quindi non solo per motivi lavorativi.

Nuova dichiarazione personale

 

Divieto di riunioni al lavoro

Un vero e proprio divieto non esiste, ma il datore di lavoro deve garantire le misure di sicurezza per tutti i partecipanti, quindi come minimo 1 metro di distanza dalle altre persone. Si consiglia quindi di evitare il più possibile le riunioni non urgenti per evitare un ammassamento delle persone e per rispettare in pieno le direttive date dallo stato.

 

Il datore di lavoro è responsabile per la salute e la sicurezza dei propri dipendenti 

Il datore di lavoro ha il dovere di adottare le misure necessarie per tutelare l’integrità fisica dei dipendenti.

Inoltre deve comunicare ai propri dipendenti le regole comportamentali per evitare al massimo il contagio come ad esempio evitare le strette di mano, lavarsi spesso le mani, evitare luoghi affollati, ecc. In breve: le cose che ci vengono comunicate da diverse settimane dallo stato!

 > Download Consigli sul Coronavirus

 

Ulteriori, importanti informazioni sulla situazione relativa al Coronavirus sono state pubblicate sul portale www.provinz.bz.it/coronavirus dall’Agenzia per la Protezione civile e dall’Azienda sanitaria altoatesina.

 

 

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