I Tecnici manutenzione articoli sportivi chiedono l’apertura delle aree sciistiche

Il continuo cambio di rotta in riferimento alla stagione invernale non ha fatto infuriare soltanto i gestori degli impianti di risalita. Anche i Tecnici manutenzione articoli sportivi di lvh.apa hanno deciso di intervenire sulla questione ed il presidente della sezione di mestiere Roberto Moling ha definito la decisione della politica inaccettabile e non sostenibile da un punto di vista economico.

I tecnici per la manutenzione degli articoli sportivi vogliono riprendere l’attività - Foto: PexelsI tecnici per la manutenzione degli articoli sportivi vogliono riprendere l’attività - Foto: PexelsLa speranza di poter finalmente riaprire le piste da questa mattina, tornando a garantire il lavoro a centinaia di persone, era oggettivamente molto elevata. Proprio per questo la delusione per il ripensamento della politica provinciale, che ha optato per un ulteriore rinvio in riferimento alla ripresa dell’attività nei comprensori sciistici, si è rivelata ancora maggiore. Il presidente dei Tecnici manutenzione articoli sportivi di lvh.apa Roberto Moling ha parlato in modo chiaro: “Già a dicembre il lockdown ha portato a perdere degli incarichi preziosi – ha affermato l’artigiano -. Adesso saremo costretti ad attendere fino a febbraio e perderemo un altro mese. Esattamente come per i gestori degli impianti di risalita, anche per il nostro settore questi mesi sono i più significativi se si parla di fatturato. Non capisco come sia possibile per le aziende confrontarsi con simili decisioni avendo a disposizione un preavviso tanto breve. Il tutto trovandosi già al limite da un punto di vista economico.” Basti pensare che le ditte del settore acquistano ogni anno nuovi materiali nell’ordine di diverse migliaia di Euro. Senza i profitti dei mesi invernali, finora praticamente nulli, per queste realtà diventa molto difficile pagare i fornitori e l’unica soluzione rimane affidarsi ai prestiti.

Dopo essersi preparati al meglio per la riapertura ed aver predisposto i più elevati standard di sicurezza, gli addetti ai lavori del settore dovrebbero avere quantomeno l’opportunità di provare a riprendere l’attività. Secondo Moling ogni area sciistica dovrebbe poter decidere autonomamente se risulti possibile e conveniente far ripartire gli impianti. “La riapertura dei comprensori sciistici avrebbe un duplice vantaggio – ha ricordato sempre il presidente -. Da un lato si eviterebbero gli assembramenti di persone sulle piste di slittino e di pattinaggio e dall’altro centinaia di persone potrebbero finalmente riprendere il proprio lavoro. Credo che tutti abbiano ormai capito come comportarsi per evitare un’ulteriore diffusione del virus. Al contempo non reputo giusto punire proprio chi mette a disposizione un’offerta sicura ed all’aperto. All’insegna del motto ‘offerte locali per i residenti’ ci siamo meritati questa opportunità. Si possono ridurre le attività, ma tenere chiuso tutto è la scelta sbagliata.”

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