Lavorare in cantiere con sicurezza e rispetto reciproco

Nei cantieri altoatesini si è tornati a lavorare con grande impegno e diligenza. Nel frattempo, gli operatori economici ed i collaboratori si sono ormai abituati alle rigorose disposizioni esistenti in tema di igiene e sicurezza. Eppure continuano a non mancare delle accuse per una presunta inottemperanza delle regole. Il presidente dei Costruttori e Muratori lvh.apa, Martin Gebhard, ha voluto fare chiarezza.

Martin Gebhard, presidente dei Costruttori e Muratori lvh.apa. Martin Gebhard, presidente dei Costruttori e Muratori lvh.apa. Solo rispettando alla lettera le rigorose misure di igiene e sicurezza sarà possibile evitare una seconda ondata di Covid-19. Gli operatori economici altoatesini sono concordi su questo fatto e proprio per tale ragione l’igiene sul posto di lavoro ha ormai acquisito un ruolo fondamentale nella vita quotidiana. Nonostante ciò, le forze dell’ordine continuano a ricevere delle segnalazioni da parte dei cittadini, che si lamentano per un presunto mancato rispetto delle regole di sicurezza. “Probabilmente molte persone non sono a conoscenza delle regole vigenti in cantiere – ha spiegato il presidente dei Costruttori e Muratori lvh.apa Martin Gebhard -. Già due mesi or sono il Comitato Paritetico Edile ha pubblicato di concerto con le parti sociali le linee guida per i lavori nei cantieri pubblici e privati, utili per regolare in modo adeguato la tutela della sicurezza in riferimento al pericolo Covid-19.”

Verde, giallo e rosso

Le suddette linee guida stabiliscono una chiara differenza tra le zone verdi, gialle e rosse. Come aree verdi vengono qualificati tutti gli ambiti di lavoro che si trovano completamente all’aperto e nei quali è esclusa una contaminazione attraverso le vie respiratorie oppure attraverso il contatto corporeo. In queste zone non è richiesto l’utilizzo di un equipaggiamento protettivo, a patto che i lavoratori rispettino una distanza superiore ai tre metri. Le zone gialle sono invece le aree di lavoro parzialmente coperte, ma molto ben ventilate (ad esempio capannoni o edifici in costruzione senza facciate e/o porte e finestre). Nelle zone gialle è sufficiente indossare una mascherina chirurgica qualora le distanze tra i collaboratori siano inferiori a tre e superiori ad un metro. Come zone rosse vengono infine classificati tutti quei cantieri in cui i lavori devono necessariamente essere svolti ad una distanza inferiore ad un metro tra i lavoratori. In questi ambiti è necessario utilizzare mascherine classificate come dispositivi di protezione individuale.

“Gran parte dei nostri incarichi si svolge all’aperto e con distanze superiori ai tre metri, per questo motivo non è necessario indossare una mascherina – ha chiarito Gebhard -. Prima di muovere qualsiasi tipo di accusa e di mettere le nostre aziende alla gogna, sarebbe meglio informarsi sulle disposizioni in vigore. Neanche i nostri collaboratori vogliono venire infettati e proprio per questo lavorano tutti in sicurezza e con il massimo rispetto reciproco. Del resto questo è l’unico modo per evitare una seconda ondata ed un conseguente nuovo lockdown.”

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