Divieto di coltelli tascabili: lvh.apa chiede una chiara eccezione per i coltelli da lavoro
Il divieto di coltelli tascabili previsto nel decreto statale sulla sicurezza sta creando grande incertezza nel settore dell’artigianato. lvh.apa – Confartigianato Imprese chiede quindi una chiara definizione legislativa e un’esplicita eccezione per i coltelli utilizzati nella quotidianità lavorativa da artigiane e artigiani.
In molte professioni artigiane il coltello tascabile fa parte degli strumenti di base. Viene utilizzato, ad esempio, per tagliare materiali, aprire imballaggi o per piccoli step del lavoro direttamente in cantiere o in officina. Un divieto generalizzato colpirebbe quindi, nella pratica, numerosi artigiani e artigiane.
«Per questo motivo la legge ha bisogno di una definizione chiara e di un’esplicita eccezione per i coltelli utilizzati nelle attività artigianali.»
lvh.apa ha già sollevato la questione a livello politico. In uno scambio con il senatore della SVP Meinrad Durnwalder, la problematica è stata discussa. Durnwalder ha segnalato di voler impegnarsi affinché il divieto di coltelli tascabili venga nuovamente eliminato dal decreto sulla sicurezza.
Parallelamente, lvh.apa partecipa al dibattito anche a livello statale attraverso la federazione nazionale Confartigianato. L’obiettivo è raggiungere, nel processo legislativo, una soluzione pragmatica che tenga conto sia degli aspetti di sicurezza sia della realtà lavorativa dell’artigianato.
Dal punto di vista di lvh.apa è necessaria una regolamentazione chiara e giuridicamente sicura, affinché artigiane e artigiani possano continuare a svolgere il proprio lavoro quotidiano senza preoccupazioni inutili.
Nella foto: Walter Pöhl, direttore lvh.apa – (c)lvh.apa
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