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La sicurezza è un lavoro fatto a mano

Un’azienda di Prato all’Isarco dimostra cosa significa davvero sicurezza sul lavoro.

Data
11/03/2026
Scorrere verso il basso

Nel capannone produttivo di Resch & 3 a Prato all’Isarco si lavora con macchine, metallo e precisione. L’azienda sviluppa e produce seghe a nastro per tronchi, stazionarie e mobili, oltre ad altre tecnologie di segatura, progettate su misura e utilizzate in tutto il mondo. Tecnologie che devono funzionare – in modo affidabile, duraturo e in condizioni reali. Proprio per questo c’è un tema che riveste un ruolo centrale all’interno dell’azienda: la sicurezza sul lavoro.

Per Rudolf Lantschner, uno degli amministratori di Resch & 3, non si tratta di una questione secondaria.

“I nostri collaboratori sono il nostro bene più prezioso, per questo la sicurezza sul lavoro è per noi il tema più importante in azienda”, afferma.

La sicurezza come parte della cultura aziendale

In molte aziende la sicurezza diventa tangibile solo quando è necessario rispettare delle prescrizioni. In Resch & 3 avviene il contrario: la sicurezza inizia nella vita quotidiana. Istruzioni, corsi di formazione regolari e riunioni sulla sicurezza documentate fanno naturalmente parte del lavoro. Le responsabilità sono chiaramente definite e i processi ben stabiliti.

Lantschner lo riassume in modo pragmatico:

“La sicurezza non può esistere solo sulla carta – deve funzionare all’interno dell’azienda.”

Per mantenere questo livello, l’azienda punta in modo mirato sulla formazione continua. Vengono afruttate anche le opportunità offerte di lvh.apa, per formare regolarmente i collaboratori e mantenerli sempre aggiornati.

Tra legge e realtà

Proprio nell’artigianato emerge chiaramente che la sicurezza sul lavoro è molto più di un insieme di regole. Le aziende altoatesine sono per lo più di piccole dimensioni, con team diretti e processi decisionali brevi. Imprenditrici e imprenditori lavorano spesso di persona in officina o in cantiere. La responsabilità non è delegata – è individuale.

Questa vicinanza cambia il modo di vedere la sicurezza. Non viene solo controllata, ma vissuta.

Allo stesso tempo aumenta la pressione normativa. Nuovi obblighi di documentazione, controlli aggiuntivi e disposizioni sempre più complesse dovrebbero aumentare la sicurezza. Molte aziende constatano tuttavia che più burocrazia non significa automaticamente più protezione. Ciò che conta davvero è se le misure funzionano concretamente nella quotidianità lavorativa.

Prevenzione al posto della carta

Resch & 3 rappresenta un esempio per molte aziende artigiane dell’Alto Adige: la sicurezza nasce dalla prevenzione, dalla formazione e dall’attenzione nel lavoro quotidiano.

Questo non significa meno responsabilità – al contrario. Significa radicare la sicurezza proprio dove viene concretizzata: nell’azienda stessa.

Perché alla fine non si tratta di statistiche o di prescrizioni.

Si tratta di persone.

E del fatto che, dopo una giornata di lavoro, possano tornare a casa sane e salve.

Foto: sicurezza sul lavoro ©Alan Bianchi

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