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"Viaggiamo – ma viaggiamo al limite"

Il presidente dei trasportatori di lvh.apa non parla di una crisi in arrivo, ma di una crisi che è già realtà.

Data
20/04/2026
Scorrere verso il basso

Sono 40 centesimi in più al litro. Una cifra che a prima vista può sembrare tecnica. Per Alexander Öhler è invece una questione esistenziale. “Molte delle nostre imprese oggi non lavorano più in modo redditizio – semplicemente continuano a funzionare”, avverte il presidente dei trasportatori di lvh.apa.

​ Quando il pieno diventa un conto da pagare
A primo impatto, il trasporto è un’attività semplice: consiste nel portare merci da A a B. Ma il calcolo economico che sta dietro è tutt’altro che semplice – e soprattutto non è flessibile. Il diesel rappresenta circa il 30% dei costi.

Quando il prezzo aumenta, l’intero sistema ha delle difficoltà. Ed è proprio ciò che sta accadendo.

Da mesi il prezzo del diesel è in crescita. In Alto Adige ha ormai superato nettamente i due euro al litro, con forti oscillazioni verso l’alto. Per le grandi aziende questo è un problema.
Per le piccole imprese è un rischio. “La maggior parte dei contratti è a prezzo fisso. Significa che i costi aumentano, ma noi non possiamo trasferirli”, spiega Öhler.

Un camion fa il pieno con circa 500 litri. Ogni viaggio inizia con un investimento anticipato. Il calcolo è rapido: se il prezzo del diesel aumenta di 40 centesimi, un pieno costa diverse centinaia di euro in più. Su base annua, i costi aggiuntivi per veicolo raggiungono cifre a cinque zeri. Per molte aziende questo significa anticipare gli aumenti senza alcuna garanzia di recuperarli. 

“Soprattutto le piccole imprese restano con questi costi sulle spalle. Questo è il vero problema”, sottolinea Öhler.

La conseguenza: una parte delle aziende di trasporto altoatesine partecipa ad azioni di protesta e a fermate annunciate. Non per principio, ma per necessità.

“Non siamo in strada per attirare attenzione, ma perché non vediamo più alternative”, afferma Öhler. La protesta non è rivolta solo alla politica, ma anche al mercato.

Tra sistema e realtà
Il trasporto è parte integrante di ogni catena del valore – e allo stesso tempo spesso la più invisibile. Quando i prezzi aumentano, gli adeguamenti lungo la filiera avvengono raramente all’inizio.

“I nostri committenti devono capire che non possiamo sostenere questi costi nel lungo periodo”, dice Öhler. “Servono adeguamenti e disponibilità al dialogo. Non si tratta di massimizzare i profitti, ma di coprire i costi.”

Il settore si trova così in un dilemma strutturale: da un lato costi in aumento, dall’altro modelli contrattuali rigidi. Un classico problema di mercato: la flessibilità è richiesta, ma non remunerata.

Uno sguardo all’Italia mostra quanto la situazione sia seria: una impresa di trasporto su cinque potrebbe chiudere già entro quest’anno. L’Alto Adige appare relativamente stabile – per ora. Ma anche qui la pressione è in aumento.

“Abbiamo bisogno di condizioni eque”
Il trasporto funziona finché continua a funzionare. I camion viaggiano, gli scaffali restano pieni, i cantieri vengono riforniti. Ma dietro le quinte i parametri stanno cambiando.

“Facciamo ogni giorno la nostra parte. Ma abbiamo bisogno di condizioni quadro che ce lo permettano”, conclude Öhler. Non è una protesta rumorosa, ma una constatazione consapevole. Ed è forse proprio per questo che risulta così incisiva.

 

Nella Foto: Alexander Öhler – Foto © lvh.apa 

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