Menu close
A cosa sei interessato?
IT
Home > Un’opportunità per le PMI: I consorzi
Panoramica di tutti gli articoli di attualità

Un’opportunità per le PMI: I consorzi

Perché le aree produttive sono diventate una questione strategica per il futuro dell’artigianato altoatesino.

Data
03/08/2026
Scorrere verso il basso

Quando un’impresa artigiana cresce, ha bisogno di spazio. In Alto Adige, però, le aree produttive idonee stanno diventando sempre più scarse. Quella che a prima vista potrebbe sembrare una semplice questione di pianificazione territoriale è in realtà un fattore determinante per gli investimenti, oggi non si tratta più soltanto di mettere a disposizione terreni. 

Le aree produttive sono diventate veri e propri spazi strategici per il futuro delle imprese, dell’occupazione e della creazione di valore sul territorio. Da esse dipende la possibilità per le aziende di investire, di garantire il passaggio generazionale e per i giovani imprenditori di realizzare le proprie idee senza dover lasciare il territorio. Proprio per questo motivo, lo sviluppo delle aree produttive occupa un ruolo sempre più centrale nel dibattito sulla politica economica. 

lvh.apa ha avviato un’analisi sistematica della situazione nei comuni altoatesini, rilevando il reale fabbisogno delle imprese. L’obiettivo è fornire ai comuni e ai decisori politici una base solida per pianificare gli sviluppi futuri, non secondo il principio «più superficie a qualsiasi costo», ma secondo il principio «la superficie giusta nel posto giusto».

 

La crescita si scontra con risorse limitate 

L’evoluzione economica di molti comuni mostra una tendenza chiara: le imprese crescono, ne nascono di nuove e il tessuto produttivo continua a svilupparsi. Allo stesso tempo, però, la disponibilità di aree resta limitata. Nella Val Sarentino, ad esempio, il numero delle imprese artigiane è passato da 251 nel 2013 a 309 nel 2025, con un incremento del 23%. 

La crescita economica è evidente, ma le superfici disponibili non aumentano con la stessa rapidità. È proprio da questa situazione che nasce il conflitto con cui oggi molti comuni sono chiamati a confrontarsi. La Val Sarentino non rappresenta un caso isolato. Sfide analoghe emergono ormai in numerosi comuni dell’Alto Adige. A ciò si aggiunge un cambiamento sostanziale nelle politiche di pianificazione territoriale: le nuove aree produttive non vengono più realizzate automaticamente, ma richiedono una pianificazione di lungo periodo, motivazioni solide e un percorso di accompagnamento professionale. Il futuro delle aree produttive non si decide più soltanto sulla carta, ma attraverso la collaborazione tra imprese, amministrazioni comunali, associazioni di categoria e istituzioni pubbliche. 

Per il presidente lvh.apa Martin Haller, la disponibilità di aree produttive è ormai una delle principali sfide per il futuro della piazza economica altoatesina: «Le imprese artigiane hanno bisogno di prospettive di sviluppo. Se vogliono crescere, devono poter contare anche sulle condizioni territoriali necessarie. Le aree produttive non sono semplicemente riserve di terreno, ma un investimento nel futuro delle nostre imprese e dei nostri comuni.»

 

Aree produttive come ecosistemi economici 

Un esempio concreto di come possano funzionare oggi aree produttive di successo è quello di San Candido. Per l’imprenditore e presidente circondariale lvh.apa dell’Alta Pusteria Dieter Happacher, il successo di un’area produttiva non dipende soltanto dalle infrastrutture o dagli edifici, ma soprattutto dalla collaborazione tra le imprese. 

 

«La forza di un’area produttiva nasce quando le aziende non lavorano semplicemente una accanto all’altra, ma insieme. Distanze ridotte, scambio diretto di esperienze e sostegno reciproco creano un contesto favorevole allo sviluppo economico.»

La vicinanza fisica favorisce infatti le collaborazioni, accelera i processi decisionali e rafforza la competitività delle imprese. Altrettanto importante è la cooperazione tra aziende, amministrazioni comunali e rappresentanze di categoria. 

«Le aree produttive di successo nascono dal dialogo. Quando tutti gli attori coinvolti pianificano insieme si trovano soluzioni solide e sostenibili nel lungo periodo.» Per Happacher, aree produttive attrattive rappresentano quindi un fattore decisivo per la crescita, l’innovazione e il ricambio generazionale nelle imprese. L’esperienza di San Candido dimostra che un’area produttiva è molto più di un insieme di capannoni: è un vero e proprio ecosistema economico.
 

Il ruolo di lvh.apa 

Se in passato l’attenzione era rivolta soprattutto ai singoli progetti, oggi lvh.apa adotta un approccio molto più ampio. 

Nell’ambito dei programmi di sviluppo comunale, l’associazione rileva il fabbisogno concreto delle imprese, analizza l’evoluzione economica dei territori e affianca i comuni nelle decisioni strategiche. Parallelamente sostiene le aziende affinché possano far valere tempestivamente le proprie esigenze e contribuire a delineare le prospettive di sviluppo future. In questo modo si crea un collegamento fondamentale tra la realtà delle imprese e la pianificazione pubblica. Perché la domanda decisiva non è più soltanto dove oggi sia disponibile uno spazio produttivo, ma soprattutto dove le imprese potranno crescere domani.

 

“Rosslauf”: insieme è meglio

Un esempio concreto è rappresentato dal consorzio “Rosslauf” di Appiano. Qui più imprese hanno unito le forze per sviluppare congiuntamente la propria area produttiva, occupandosi in modo coordinato di tutte le fasi del progetto: dalla variante urbanistica alle infrastrutture, fino all’insediamento delle aziende. 

Karlheinz Meraner riasume così: «Un progetto di queste dimensioni difficilmente può essere realizzato da una singola impresa. Il consorzio permette di riunire gli interessi comuni, coordinare le attività e garantire un’attuazione professionale.»

Fondamentale è anche la collaborazione tra imprese, amministrazione comunale e pubblica amministrazione. «Solo quando tutti i soggetti coinvolti lavorano nella stessa direzione è possibile portare a termine con successo progetti di questo tipo.» Il progetto “Rosslauf” rappresenta così un esempio di una tendenza destinata ad acquisire sempre maggiore importanza: le aree produttive stanno diventando sempre più progetti condivisi, nei quali la collaborazione costituisce il principale fattore di successo.

 

Una svolta per le aree produttive dell’Alto Adige

Oggi le aree produttive moderne devono offrire molto più che semplici superfici edificabili. Temi come le infrastrutture, il ricambio generazionale nelle imprese, l’attrazione di personale qualificato e lo sviluppo sostenibile assumono un ruolo sempre più centrale. 

Parallelamente, i programmi di sviluppo comunale diventano uno strumento fondamentale per una pianificazione strategica del territorio nel lungo periodo. Per Christoph Pöder, promotore del consorzio “Altes Kreuz” di Nova Ponente, una pianificazione lungimirante è ormai indispensabile. «Oggi infrastrutture, incentivi, autorizzazioni e processi organizzativi devono essere perfettamente coordinati. Spesso è il giusto tempismo a determinare il successo di un progetto o, al contrario, a rallentarne la realizzazione.» Anche il modello del consorzio rappresenta, a suo avviso, un importante fattore di successo. «I progetti sono sempre più complessi e le esigenze aumentano. Strutture organizzative professionali consentono di gestire l’attuazione in modo efficiente e con elevati standard qualitativi.»

 

Il futuro sta nella collaborazione

L’analisi di lvh.apa mostra chiaramente che il fabbisogno di aree produttive è presente e in molte zone continuerà ad aumentare. Allo stesso tempo, però, gli spazi disponibili diventano sempre più scarsi, le procedure più complesse e le aspettative nei confronti delle aree moderne sempre più elevate. La domanda decisiva quindi non è più se sviluppare nuove aree produttive, ma come farlo. Per Walter Pöhl è necessario soprattutto uno sguardo condiviso sullo sviluppo a lungo termine dei comuni: «Lo sviluppo di successo delle aree produttive non inizia con la loro designazione urbanistica. 

Inizia nel momento in cui comuni, imprese e rappresentanze di categoria iniziano a dialogare per tempo e a sviluppare prospettive comuni.» Gli esempi di San Candido, del consorzio Rosslauf e di Nova Ponente dimostrano che le soluzioni più efficaci nascono quando imprese, amministrazioni comunali e associazioni di rappresentanza pianificano insieme. Quando la collaborazione prevale sugli interessi individuali. E quando le aree produttive non vengono considerate semplici riserve di spazio, ma veri e propri siti strategici per il futuro delle imprese, dell’occupazione e della creazione di valore locale. Il futuro dell’artigianato non si decide soltanto nelle officine. Si decide già oggi sulle aree che i comuni mettono a disposizione, che le imprese sviluppano insieme e che la prossima generazione di imprenditori un giorno erediterà e porterà avanti.

 

 

Articolo attuale
Un’opportunità per le PMI: I consorzi
Approfittate dei vantaggi per i soci lvh.apa
Avete ancora domande?

Non preoccupatevi: contattateci. 
Siamo qui per voi!

1
/
1
Cuffia con microfono davanti a telefono da ufficio