Costantemente sotto pressione
Il bilancio dell’artigianato altoatesino è buono. Tuttavia, l’aumento dei costi, la carenza di personale qualificato e la burocrazia ostruiscono l’attività.
L’artigianato altoatesino dovrebbe prosperare. In provincia operano 15.247 imprese artigiane, di più rispetto alla fine del 2025. Circa 17.300 lavoratori sono occupati soltanto nel settore manifatturiero e nell’edilizia. In molte imprese il lavoro non manca. Eppure la pressione aumenta. Clienti e committenti decidono con maggiore cautela, gli investimenti vengono valutati più attentamente e i progetti vengono approvati più tardi. Allo stesso tempo aumentano salari, costi energetici e costi di gestione. Manca personale qualificato e gli adempimenti burocratici assorbono tempo e risorse. La situazione rimane stabile, ma ottenere risultati economici positivi diventa sempre più difficile.
Costruire sì. Ma in modo diverso.
Il cambiamento è particolarmente evidente nel settore edile. Mentre nel campo delle nuove costruzioni si avverte una certa prudenza, acquistano sempre maggiore importanza le ristrutturazioni e gli interventi di riqualificazione energetica. «L’attività edilizia rimane complessivamente su un buon livello, anche se registriamo una certa cautela per quanto riguarda i progetti di nuova costruzione. Positivo è invece l’andamento del settore delle ristrutturazioni e della riqualificazione energetica», afferma Fritz Ploner, Presidente del gruppo Edilizia.
Molte imprese continuano ad avere portafogli ordini ben forniti. Tuttavia, le richieste sono diventate più selettive e le decisioni vengono prese più tardi. Ciò di cui le imprese hanno bisogno in modo particolare ora sono certezza nella pianificazione, procedure di autorizzazione più rapide, prezzi dell’energia stabili e programmi di agevolazione affidabili. Delle ristrutturazioni energetiche, così come dei lavori di manutenzione e riparazione, beneficia anche il gruppo Tecnica degli edifici. Gli incentivi per pompe di calore e impianti fotovoltaici contribuiscono inoltre a sostenere la domanda.
La carenza di personale qualificato, la digitalizzazione e l’aumento degli adempimenti burocratici mettono ulteriormente alla prova le imprese. Per il secondo semestre L lo sguardo rimane ottimista, ma già rivolto all’andamento del 2027. Anche il settore del legno ha registrato un andamento migliore del previsto. Nonostante il rinvio di alcuni cantieri, il portafoglio ordini è positivo. L’aumento dei salari e dei costi energetici e di investimento fa tuttavia crescere la pressione sui prezzi. «Le sfide principali per le imprese rimangono la carenza di personale qualificato, l’aumento della burocrazia e la garanzia della successione aziendale», afferma Michael Gruber, Presidente del gruppo Legno. Molte imprese reagiscono investendo nella digitalizzazione e nelle moderne tecnologie di produzione.
Quando una buona occupazione non basta
Quanto poco il solo livello di occupazione dica sull’effettivo successo economico emerge chiaramente nel gruppo Cura del corpo e servizi. La domanda di base rimane stabile, mentre la clientela abituale e le prenotazioni spontanee garantiscono lavoro.
Alcuni servizi, tuttavia, vengono richiesti meno frequentemente. Diventa quindi decisivo capire quanto rimane alla fine. «Le principali sfide sono soprattutto la crescente pressione sui margini dovuta all’aumento dei salari, degli affitti, dei costi dei prodotti e delle numerose spese di gestione correnti, oltre al crescente carico amministrativo», afferma Claudia Hillebrand, Presidente del gruppo Cura del corpo e servizi. Gli adeguamenti dei prezzi possono essere applicati solo in misura limitata. Il settore vede invece un potenziale nella digitalizzazione e nei sistemi di prenotazione online.
Nel gruppo Artigianato artistico, invece, ci si pone una questione ancora più fondamentale: chi eserciterà dati mestieri in futuro? «Attualmente l’artigianato artistico si mantiene sui livelli dell’anno precedente», afferma Filip Piccolruaz, Presidente del gruppo Artigianato artistico. La domanda sui mercati importanti, come Germania e Italia, è diventata più prudente. A destare maggiore preoccupazione è però la prossima generazione: «Ci preoccupa soprattutto il continuo calo del numero di scultrici, scultori e personale qualificato». Diventa quindi ancora più importante trasmettere conoscenze.
I mercati cambiano
Non ovunque sono i costi e la carenza di personale a rappresentare i fattori decisivi. In alcuni settori stanno cambiando profondamente la domanda e i modelli di business. Il cambiamento è particolarmente evidente nel settore dei media.
«Attualmente il settore dei media presenta un quadro molto diversificato», afferma Anna Dallemulle, Presidente del gruppo Media. Fotografe e fotografi, così come i videomaker, registrano un buon livello di ordini, mentre molte tipografie si trovano sotto forte pressione economica.
Per i designer multimediali lo spettro delle attività spazia ormai dal web design ai social media e alla consulenza di marketing, fino ai servizi creativi tradizionali. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale sta modificando i processi di lavoro e le offerte. È ancora difficile stilare i suoi effetti nel lungo periodo. Per Dallemulle una cosa è certa: «Il settore sta attraversando un rapido cambiamento e deve adattarsi continuamente alle nuove esigenze del mercato». Anche nel settore della lavorazione dei metalli stanno cambiando alcuni ambiti di attività. Nel complesso, il portafoglio ordini rimane stabile.
Nel comparto automotive, nonostante la crescente diffusione della mobilità elettrica, il volume di lavoro è addirittura aumentato: i veicoli vengono utilizzati più a lungo e, di conseguenza, le riparazioni diventano più frequenti e più complesse. «Le sfide principali rimangono la carenza di personale qualificato, la ricerca di apprendisti motivati e l’aumento della burocrazia, soprattutto negli appalti pubblici», afferma Dietmar Mock, Presidente del gruppo Metalli. Per il secondo semestre ci si aspetta uno sviluppo altrettanto positivo.
Molto dipenderà anche dal settore edile, che rappresenta un mercato molto importante per numerose imprese del settore. Nel settore dei trasporti, la domanda è complessivamente stabile, ma i singoli ambiti di attività si sviluppano in modo diverso. «Nel trasporto passeggeri, nel primo semestre, la cancellazione delle gite scolastiche ha comportato perdite significative», afferma Hansjörg Thaler, Presidente del gruppo Trasporti. Il servizio sostitutivo ferroviario garantisce attualmente una buona occupazione, mentre i gruppi turistici e le escursioni giornaliere sono leggermente diminuiti. L’incertezza legata ai prezzi del carburante e gli adempimenti burocratici aumentano ulteriormente la pressione.
Qualità come risposta
Quando aumentano la pressione sui prezzi e la concorrenza, acquistano maggiore importanza proprio quei punti di forza che distinguono l’artigianato dalla produzione industriale di massa: qualità, provenienza, personalizzazione e consulenza personale. Questo emerge chiaramente nel settore alimentare. «La domanda di prodotti regionali realizzati artigianalmente rimane fortunatamente elevata», afferma Klaus Kofler, Presidente della categoria Alimenti.
Qualità, provenienza e tradizione rimangono punti di forza importanti. Allo stesso tempo, l’aumento dei costi del personale, dell’energia e delle materie prime pesa sulle imprese. Per il secondo semestre Kofler prevede uno sviluppo solido, anche se occorre monitorare attentamente la prudenza nei consumi e la pressione economica. Situazione simile anche per il gruppo Tessile e pelle. Sono richieste qualità, personalizzazione e soluzioni su misura, mentre sostenibilità e prodotti regionali acquistano sempre maggiore importanza.
Allo stesso tempo cresce la concorrenza dei grandi operatori e dei fornitori online. «Guardiamo al secondo semestre con cauto ottimismo», afferma Melanie Trafojer, Presidente del gruppoTessile e pelle. È decisivo concentrarsi sui propri punti di forza: «Il grande punto di forza del nostro artigianato risiede nella creatività, nella consulenza personale e nella qualità su misura, servizi che continueranno a essere richiesti anche in futuro».
Il lavoro c’è. Lo spazio di manovra si restringe.
Dieci categorie professionali, mercati diversi e sfide sorprendentemente simili. L’artigianato altoatesino non è in crisi. L’occupazione è elevata, il lavoro c’è e molte imprese guardano con fiducia ai prossimi mesi. Ma avere un buon livello di ordini e ottenere risultati economici positivi non sono più la stessa cosa.
I costi aumentano, il personale qualificato scarseggia e la burocrazia assorbe risorse. Allo stesso tempo cambiano i mercati: la ristrutturazione guadagna terreno rispetto alle nuove costruzioni, la riparazione rispetto all’acquisto di prodotti nuovi, i servizi digitali rispetto ai modelli di business tradizionali.
Qualità, specializzazione e valorizzazione della dimensione regionale diventano sempre più importanti. Un buon portafoglio ordini, quindi, non garantisce da solo un buon risultato economico.
Sarà decisivo capire quanto produttivamente lavorano le imprese, quanto chiaramente riescono a posizionarsi sul mercato e se le condizioni consentono loro un adeguato margine.
Non preoccupatevi: contattateci.
Siamo qui per voi!




