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70 anni e non 20: Cosa racconta un paragrafo apparentemente insignificante sul valore delle immagini

Spesso sono proprio le piccole modifiche normative a rivelare molto sul funzionamento di un intero settore. La legge 182/2025, pubblicata il 2 dicembre, contiene una di queste revisioni: una variazione che a prima vista appare tecnica, ma che, se osservata con maggiore attenzione, solleva una questione fondamentale: il valore che attribuiamo a una fotografia.

Data
18/12/2025
Scorrere verso il basso

Finora, in Italia, le cosiddette “fotografie semplici” – cioè immagini prive di carattere “creativo” esplicitamente riconosciuto – perdevano la protezione esclusiva dopo 20 anni. Dal 18 dicembre 2025 varrà invece una nuova regola: la protezione viene estesa a 70 anni. Un lasso di tempo che finora era riservato solo alle “opere vere e proprie”.

Che cosa significa tutto questo? Una cosa, principalmente: l’autorità legislativa dubita che la vecchia distinzione tra “creativo” e “non creativo” sia ancora attuale. Lo sguardo attraverso il mirino, la scelta del momento, la tecnica, la post-produzione – tutto questo oggi fa parte di un processo creativo. E chi ha visto quanta competenza richieda la fotografia professionale, si chiederà perché solo una parte di essa debba essere riconosciuta come “opera” dal punto di vista del diritto d’autore.

Harald Wisthaler, presidente dei fotografi e videomaker di lvh.apa, riassume questo cambiamento con parole chiare: «In un’epoca in cui le immagini vengono prodotte in massa, si tende a sottovalutare quanto artigianato e quanta esperienza ci siano dietro la fotografia professionale. L’estensione della protezione è un segnale forte: il nostro lavoro ha un valore – e merita un riconoscimento duraturo.»

La nuova normativa non abolisce del tutto questa logica, ma la dilata. Riconosce il valore di una fotografia anche quando la creatività non è ufficialmente attestata. Rafforza la tutela economica delle fotografe e dei fotografi – dalla riproduzione alla diffusione fino all’uso commerciale – spostando l’equilibrio leggermente a loro favore.

Che questa modifica non sia casuale lo dimostra uno sguardo dietro le quinte: Confartigianato Fotografi è stata ascoltata nel maggio 2025 dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Il disegno di legge in corso, DDL 2224, va persino oltre: mira a rafforzare in modo coerente il ruolo del fotografo e della fotografa come autori, a riconoscere il processo creativo come un’unità e a superare la distinzione tra fotografia semplice e fotografia creativa.

La riforma attuale non è quindi un punto d’arrivo, ma un punto di partenza. Una tappa di un percorso che conduce a un’idea per lungo tempo considerata ovvia — prima che il diluvio digitale di immagini la facesse scivolare nell’oblio: ogni immagine ha un autore o un’autrice. E ogni immagine ha un valore.

Nella Foto: Harald Wisthaler – Foto © Wisthaler.com

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