Quando subentrano le donne: il passaggio generazionale nell’artigianato
Subentrare nella gestione di un’azienda significa assumersi responsabilità. Ma per un passaggio generazionale di successo serve molto di più. In occasione del ricevimento estivo delle Donne nell’Artigianato è emerso ciò che conta davvero.
Sabato scorso, presso la tenuta Larcherhof di Bolzano, il tema centrale è stato il passaggio generazionale delle imprese. Il ricevimento estivo delle Donne nell’Artigianato si è svolto all’insegna del motto «Radici solide, nuove strade – subentrare, plasmare, dare continuità».
Al centro dell’incontro una domanda che riguarda molte imprese familiari: come conservare ciò che si è dimostrato valido, lasciando allo stesso tempo spazio alle novità?
«Vogliamo incoraggiarle a compiere questo passo e a sviluppare le imprese secondo le proprie idee e visioni.»
Anche Daniela Bortolon, vicepresidente provinciale delle Donne nell’artigianato, ha posto l’attenzione sul tema della successione: «Le donne devono essere considerate fin da subito possibili successore. Chi vuole subentrare in un’impresa ha bisogno di fiducia, riconoscimenti e autonomia decisionale.»
Un passaggio di consegne non parte dal contratto
Chi cede un’impresa deve rendere molto più chiari gli aspetti giuridici ed economici: chi prenderà le decisioni in futuro? Quanto potrà cambiare l’azienda? Come si può preservare il prezioso patrimonio di conoscenze? E come si impara a lasciare andare?«La successione è una delle questioni centrali per il futuro del nostro artigianato», ha spiegato la Vicepresidente lvh.apa Angelika Wiedmer. «Un passaggio di consegne di successo garantisce la continuità di imprese, conoscenze e posti di lavoro. Per questo dobbiamo creare per tempo le condizioni necessarie.» Sulla stessa linea anche il Vicepresidente lvh.apa Hannes Mussak: «Un’impresa è come un albero che vuole e deve crescere. Affinché ciò possa accadere, dobbiamo trasmettere alla nuova generazione le nostre esperienze, il nostro know-how, ma anche la nostra fiducia.»
Oltre a Wiedmer, tra i partecipanti del ricevimento estivo vi erano l’Assessore provinciale Luis Walcher, le Consigliere provinciali Waltraud Deeg e Maria Elisabeth Rieder, la Presidente di «Frau in der Wirtschaft» del distretto di Landeck Petra Erhart Ruffer, la Rappresentante della Valle Isarco/Alta Val d'Isarco nell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi Irmgard Santer e la Presidente provinciale dei Giovani Artigiani di lvh.apa Priska Reichhalter.Vera Nicolussi-Leck ha posto al centro del suo intervento il lato umano del processo. Nel corso di un passaggio generazionale non cambiano soltanto le responsabilità, ma anche i rapporti interpersonali. Per questo fiducia, comunicazione e ruoli chiari sono fondamentali.
Innanzitutto subentrare – per poi imparare a lasciare andare
Anna Graus della Graus Bauunternehmung GmbH di Wiesen ha mostrato l'aspetto personale del processo. «Subentrare in un’impresa significa innanzitutto trovare il proprio posto», ha affermato Graus. «L’esperienza della generazione precedente è estremamente preziosa. Ma prima o poi ci si trova dall’altra parte e occorre trasmettere le proprie responsabilità. È allora che si comprende che anche saper lasciar andare fa parte di un passaggio di consegne di successo.»
È importante trasmettere le proprie conoscenze senza vincolare la generazione successiva a causa di decisioni prese dalla generazione precedente.
Trovare la propria strada
Dagmar Dantone dell’impresa di pittura edile Dantone di San Lorenzo è un esempio di persona subentrata. Per lei, subentrare nell’azienda ha significato poter prendere le proprie decisioni e sviluppare una propria visione del futuro dell’impresa.«Con il passaggio di proprietà cambia anche la concezione dell’azienda», ha sottolineato Dantone. «L’esperienza è importante, così come lo sono la fiducia nelle proprie capacità e il coraggio di fare le cose in modo diverso.»
Le due esperienze mostrano i due lati dello stesso processo: una generazione deve essere pronta ad assumersi responsabilità, mentre l’altra deve essere pronta a cederle.
Le conoscenze non devono quindi andare perdute. La generazione precedente può continuare ad accompagnare e consigliare quella successiva, ma deve essere quest'ultima a guidare e a prendere le decisioni.Il ricevimento estivo ha mostrato una cosa: alla fine non conta soltanto chi è disposto a subentrare, ma anche chi è disposto a lasciare andare.
Nella foto (dietro da sinistra): Priska Reichhalter, Luis Walcher, Petra Erhart Ruffer, Angelika Wiedmer, Anna Graus, Dagmar Dantone, Hannes Mussak (davanti da sinistra) Daniela Bortolon, Vera Nicolussi-Leck, Maria Elisabeth Rieder, Petra Holzer e Waltraud Deeg – Foto: (c)lvh.apa
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