Legge di Bilancio 2026: cosa cambia per imprese e lavoratori
13/01/2026 |
La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), entrata in vigore il 1° gennaio 2026, introduce importanti novità per l’Italia in materia di lavoro, fiscalità e previdenza.
Per le imprese artigiane, la Legge di Bilancio 2026 apre nuove opportunità, ma richiede anche alcuni adeguamenti. Ecco una panoramica delle principali modifiche:
Promuovere l’occupazione, creare stabilità
Un punto centrale riguarda gli incentivi all’occupazione a tempo indeterminato. Le nuove assunzioni o la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato saranno in futuro sostenute tramite sgravio contributivo fino a 24 mesi – le modalità attuative concrete sono però ancora in fase di definizione.
Sono inoltre previste ulteriori agevolazioni per le famiglie: le madri con almeno tre figli beneficeranno di un esonero contributivo annuo fino a 8.000 euro. I lavoratori con almeno tre figli avranno inoltre diritto al lavoro part-time per esigenze di cura. Ai datori di lavoro che concederanno questa possibilità spetta un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui.
Qualificazione come fattore di competitività
La legge rafforza in modo mirato la formazione iniziale e continua. Vengono promosse in particolare le competenze digitali e tecnologiche, i percorsi di riqualificazione nei settori soggetti a trasformazione strutturale, nonché le misure volte ad aumentare la produttività e la competitività. Soprattutto per le piccole imprese, la qualificazione diventa così più prevedibile e sostenibile dal punto di vista finanziario.
Agevolazioni fiscali per i lavoratori dipendenti
A partire dal 2026 viene ridotta la seconda aliquota IRPEF: i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro saranno tassati al 33% invece che al 35%. Le altre aliquote restano invariate.
I fringe benefit mantengono i rispettivi tetti di esenzione fiscale (1.000 euro annui, che salgono a 2.000 euro in presenza di figli a carico). I buoni pasto continuano ad avere un ruolo centrale: quelli elettronici sono esenti da imposte e contributi fino a 10 euro al giorno, mentre quelli cartacei fino a 5,50 euro.
Premi di produttività e contratti collettivi
Per il 2026 viene notevolmente ampliata la tassazione agevolata dei premi di produttività e di risultato. I premi fino a 5.000 euro saranno soggetti unicamente a un’imposta sostitutiva dell’1%. Anche gli aumenti salariali previsti dai contratti collettivi beneficiano di una tassazione ridotta, a condizione che siano in vigore specifici accordi aziendali o territoriali.
Un miglior equilibrio tra lavoro e famiglia
Il congedo parentale potrà d’ora in poi essere fruito fino al 14° anno di età del bambino. Anche i permessi per malattia del figlio vengono ampliati: i giorni coperti raddoppiano, passando a dieci per ciascun genitore e per ciascun bambino, sempre fino ai 14 anni. Il permesso rimane non retribuito, ma danno diritto alla copertura previdenziale.
Diritto tributario: regole più chiare e nuovi limiti
La legge introduce numerose modifiche dettagliate nel diritto tributario. Le norme sulle locazioni brevi vengono precisate: chi affitta tre unità abitative sarà considerato automaticamente un soggetto commerciale, con le conseguenti implicazioni fiscali e previdenziali.
Vengono confermati anche i bonus per gli interventi di recupero edilizio e gli ecobonus, sebbene con una riduzione graduale a partire dal 2027. Nuove disposizioni riguardano inoltre le criptoattività, l’imposta sulle transazioni finanziarie, la rivalutazione delle partecipazioni e una nuova “Rottamazione quinquies” per i debiti pregressi.
Investimenti e imprese al centro
Per le imprese torna l’iperammortamento: gli investimenti in determinati beni materiali e immateriali nuovi possono essere ammortizzati fiscalmente in misura maggiorata. Contestualmente, vengono rifinanziati strumenti di incentivo come la “Nuova Sabatini”.
Sono invece previste limitazioni per il regime forfettario: il limite di fatturato resta fissato a 85.000 euro, senza alcuna possibilità di incremento.
RENTRI: scadenze e vantaggi per i membri
Nel settore della sicurezza sul lavoro e della normativa ambientale, il registro digitale dei rifiuti RENTRI assume un ruolo centrale. La terza fase di iscrizione termina il 13 febbraio. Le imprese obbligate all’iscrizione sono quelle che producono rifiuti pericolosi e che hanno fino a dieci dipendenti.
Per i membri di lvh.apa, la gestione del registro tramite l’associazione comporta vantaggi concreti: meno registrazioni, scadenze prolungate e una gestione notevolmente semplificata a condizioni economiche favorevoli.
Consulenza sul territorio
La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti agevolazion, ma anche novità complesse. lvh.apa accompagna le imprese associate nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme, dal diritto del lavoro alle questioni fiscali, fino agli obblighi ambientali. Per ulteriori informazioni, gli uffici circondariali lvh.apa sono a disposizione su tutto il territorio.
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