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Il settore che tiene in movimento l’Alto Adige

Quando al mattino in Alto Adige aprono i primi negozi, quando nei cantieri arrivano i materiali o gli scaffali dei supermercati vengono riforniti, molto spesso qualcuno ha passato la notte lungo la strada. I trasportatori fanno funzionare la quotidianità.  Eppure quasi nessuno parla di loro – se non quando il traffico si blocca.

Data
27/05/2026
Scorrere verso il basso

Proprio di questo si è discusso durante la riunione della consulta di mestiere dei trasportatori di lvh.apa - Confartigianato Imprese. Non attraverso grandi slogan, ma in modo molto concreto: ingorghi, divieti di circolazione, mancanza di parcheggi, controlli alle frontiere, gestione dei cantieri e la questione di come un settore possa rimanere visibile, pur essendo indispensabile per il funzionamento di moltissime attività. 

Quando l’ingorgo diventa la normalità
I rappresentanti della consulta di mestiere, guidati dal presidente Alexander Öhler, si sono riuniti presso la Casa dell’Artigianato di Bolzano per definire le priorità strategiche dei prossimi anni. È emerso subito con chiarezza che le sfide stanno aumentando – sul piano organizzativo, politico e sociale.Un tema centrale è stato quello delle infrastrutture. Le aziende criticano soprattutto la scarsa comunicazione riguardo ai cantieri e ai provvedimenti sul traffico. Le informazioni arrivano spesso troppo tardi o in modo troppo impreciso alle imprese. Nel settore dei trasporti, però, sono le ore a determinare il corretto funzionamento delle attività. Per questo, la consulta di mestiere chiede una collaborazione più stretta tra il centro informazioni sul traffico, la politica e le imprese. 

Il Brennero è ormai molto più di una semplice strada
Al centro dell’incontro vi sono stati anche grandi temi politici: il corridoio del Brennero, la situazione intorno a Kufstein, i divieti di circolazione notturna o il futuro del trasporto merci su rotaia. A tal proposito sono previsti colloqui con i decisori politici dell’Alto Adige, del Tirolo e di Trento. 
Si è discusso inoltre dei flussi di traffico nelle città, delle aree di scarico merci, delle questioni di sicurezza e di soluzioni intelligenti per i parcheggi. Soprattutto negli spazi urbani, la logistica sta diventando una sfida sempre più complessa – ma allo stesso tempo imprescindibile.

Invisibili – finché improvvisamente non arriva più nulla
La riunione non si è però concentrata solo sulla politica dei trasporti. È emerso anche che il settore vuole lavorare sulla propria immagine.  Molti trasportatori percepiscono che il loro lavoro viene notato soltanto quando un camion rimane bloccato nel traffico. Il ruolo centrale del settore per l’approvvigionamento, l’economia e la vita quotidiana rimane invece spesso invisibile. Ed è proprio questo che dovrebbe cambiare. 

Sono state discusse campagne d’immagine con messaggi chiari come “Trasportiamo per voi”, video sui social media, collaborazioni con le scuole e brevi format cinematografici a dimostrazione di quanto la professione sia varia e impegnativa. Si è parlato anche di possibili partnership con produttori alimentari, per rendere visibile il percorso che i prodotti compiono prima di arrivare sugli scaffali.

Perché il mestiere ha bisogno di futuro – e i giovani anche
Per la consulta di mestiere i giovani rappresentano una priorità assoluta. Attraverso la collaborazione con le scuole e iniziative come “Avventura Artigianato” si sta cercando di avvicinare le nuove generazioni alla professione. Tra le proposte figurano spazi informativi nelle scuole, filmati sulla quotidianità lavorativa e nuovi format per l’orientamento professionale.
Parallelamente sono stati affrontati anche temi come la carenza di personale qualificato, la formazione continua e la digitalizzazione. Si è discusso, tra l’altro, di corsi di leadership e motivazionali, qualifiche professionali e utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore dei trasporti. 

Quindi, chi consegna il futuro?
Alla fine della riunione non è emersa una soluzione immediata. Ma è arrivato un segnale chiaro: i trasportatori non vogliono più limitarsi a reagire. Vogliono contribuire attivamente a plasmare la mobilità, le infrastrutture e il modo in cui l’economia funzionerà in futuro. Perché chi ogni giorno movimenta merci, in fin dei conti sposta molto più che semplici beni.

 

Nella Foto: Alexander Öhler, Kurt Mair, Oskar Kofler, Gottfried Steiner e Gabriele Gasser – Foto © lvh.apa

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