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Edilizia: gli addetti ai lavori di lvh.apa sono preoccupati

05/09/2022 |

L’indagine dell’Astat in merito alla riduzione degli incarichi nel settore delle costruzioni ha confermato le preoccupazioni dei locali operatori economici: i progetti edili già previsti stanno venendo infatti accantonati o rinviati ad una data futura.

In generale, la riduzione relativa al rilascio delle concessioni edili deriva da diversi fattori. Negli ultimi due anni aspetti come l’aumento del prezzo e la riduzione delle materie prime hanno certamente portato al rinvio di numerosi progetti: ““Rispetto al passato, ora ci troviamo in una situazione difficile – ha affermato il presidente del Gruppo Edilizia di lvh.apa Markus Bernard -. Le aziende devono infatti fare i conti con la crescita esplosiva dei prezzi energetici e delle materie prime. Al contempo, l’inflazione elevata impone spesso ai privati di bloccare i propri progetti e di attendere. Anche la pubblica amministrazione sta iniziando a rinviare gli incarichi. Il tutto senza dimenticare l’incertezza dei comuni per quanto concerne l’interpretazione della nuova legge urbanistica.” Al momento la gran parte delle aziende è ancora impegnata, ma al massimo in autunno la situazione potrebbe cambiare drasticamente. Ciò soprattutto in quanto scadranno gli incentivi per diverse misure di risanamento provinciali e nazionali.

Per reagire ad una simile situazione, non resta che agire. Secondo gli esperti di lvh.apa, molti progetti di costruzione stanno attraversando una fase di stallo proprio a causa del fatto che la legge provinciale territorio e paesaggio non è stata applicata interamente. “Di fatto la legge dipende dai nuovi strumenti di pianificazione – ha spiegato il presidente di lvh.apa Martin Haller -. Questi ultimi tuttavia sono attivi solo quando i comuni hanno attuato i propri programmi di sviluppo comunale ed al momento in molti stanno lavorando su questo aspetto.” Nel frattempo si applicano le cosiddette disposizioni transitorie: esse non sono permanenti, ma risultano in diversi casi le uniche chiamate ad essere rispettate. L’associazione degli artigiani altoatesini ha già avuto intanto modo di presentare alcune proposte per soluzioni concrete, in parte già approvate. Di concerto con il consigliere provinciale Gert Lanz è stata ad esempio formulata in maniera più aperta la disposizione relativa alla designazione delle nuove aree edificabili. In questo ambito, non ha infatti più importanza se tra la vecchia e la nuova area sia presente un ruscello, un pendio o una strada. Al contempo negli edifici con destinazione commerciale ed un’altezza dei locali per piano inferiore ai tre metri, i costi di utilizzo si pagheranno solo per i primi tre metri. “La nostra associazione è in costante contatto con i rappresentanti politici provinciali, nazionali ed europei con l’obiettivo di migliorare le condizioni quadro maggiormente penalizzanti in riferimento ai progetti di costruzione, agli appalti pubblici ed alla crisi energetica – ha concluso Haller.

Nella foto: Quale futuro per il settore edile – Foto: © Hannes Niederkofler.

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