Fatturazione elettronica: una sfida complessa per le aziende

Con l’obiettivo di affrontare più efficacemente l’evasione dell’IVA, a livello nazionale è stato deciso di introdurre una nuova misura. A partire dal 1° gennaio 2019 tutte le aziende saranno obbligate a predisporre le fatture in formato elettronico. Una scelta che non è stata accolta favorevolmente dagli operatori economici.

Il presidente di lvh.apa Gert Lanz. Le fatture digitali sono ormai pronte a sostituire il formato cartaceo: a partire dal 1° gennaio 2019 tutte le operazioni soggette ad IVA dovranno infatti venire fatturate in forma elettronica, a prescindere dal fatto che le prestazioni o le forniture siano rivolte ad aziende, liberi professionisti o privati. Fino ad ora tale obbligo riguardava unicamente gli affari con l’amministrazione pubblica, ovvero ad esempio con i Comuni e la Provincia. Dallo scorso 1° luglio il regolamento è invece operativo anche per tutti i processi di vendita che caratterizzano la catena di approvvigionamento dei carburanti, dalle raffinerie alle stazioni di servizio, così come per i subappaltatori della Pubblica Amministrazione- “Per le aziende queste disposizioni sono sinonimo di ulteriori carichi burocratici e di investimento di tempo – ha spiegato il presidente di lvh.apa Gert Lanz -. Siamo costantemente in contatto con Confartigianato e ci siamo attivati per far sì che le novità vengano applicate nel modo più semplice possibile.” Al contempo gli esperti di lvh.apa sostengono i propri associati in diversi modi. Oltre alla consulenza diretta, a partire dal 24 settembre sono in previsione delle serate informative gratuite nei singoli circondari. Un Software particolare ed una App consentono alle ditte artigiane di elaborare delle fatture elettroniche in maniera semplice e senza oneri eccessivi. "Eliminare o modificare la normativa nazionale appare quasi impossibile – ha concluso Lanz -. La nostra associazione si è in ogni caso attivata con ogni mezzo per rendere il rispetto della normativa più semplice e priva di burocrazia.”

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