Proroga del Bonus energia: un impulso per l’ambiente e l’artigianato
La proroga del Bonus energia dell’Alto Adige garantisce maggiore sicurezza nella pianificazione per le imprese e i proprietari di immobili. Allo stesso tempo, la Provincia lancia un importante segnale a favore delle riqualificazioni energetiche, della tutela del clima e della creazione di valore sul territorio.
lvh.apa accoglie favorevolmente la decisione della Provincia autonoma di Bolzano di prorogare il bonus energia. Negli ultimi anni, questo strumento si è dimostrato un efficace incentivo per stimolare gli investimenti nell’efficienza energetica degli edifici e, allo stesso tempo, rafforzare il settore edile e artigianale locale. La misura combina il miglioramento dell’efficienza energetica con ulteriori possibilità edificatorie, creando così un incentivo concreto per le ristrutturazioni sostenibili e gli interventi edilizi ad alta efficienza energetica.
Per l’artigianato altoatesino, questa misura riveste una duplice importanza. Da un lato, genera ulteriori incarichi per numerosi gruppi professionali. Dall’altro, ogni intervento di riqualificazione energetica contribuisce in modo significativo alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂. «Il bonus energia dimostra come lo sviluppo economico e la tutela del clima possano procedere di pari passo. Da ogni intervento di riqualificazione traggono beneficio l’ambiente, i proprietari degli edifici, grazie alla riduzione dei costi energetici, e le imprese artigiane locali, grazie agli investimenti aggiuntivi», evidenzia il Direttore lvh.apa Walter Pöhl.
Per lvh.apa la proroga rappresenta quindi non soltanto una misura di politica edilizia, ma anche un importante contributo alla transizione energetica e al rafforzamento del circuito economico locale. Gli investimenti negli edifici ad alta efficienza energetica confluiscono prevalentemente nelle imprese artigiane ed edilizie del territorio, generando così valore aggiunto direttamente a livello locale.
Nella foto: Walter Pöhl e Martin Haller – © Alan Bianchi
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