Costruire diventa digitale – e sottoposto a vincoli: le nuove linee guida BIM aumentano la pressione sul settore
Il cantiere del futuro non nasce più sul terreno, ma al computer.
Con le nuove linee guida sul Building Information Modeling (BIM), il Ministero delle Infrastrutture italiano compie un ulteriore passo verso la digitalizzazione dei processi edilizi – aumentando allo stesso tempo la pressione di adattamento per le imprese. Il BIM è molto più di un semplice strumento tecnico. È un sistema che integra progettazione, esecuzione e gestione di un’opera in un modello digitale 3D. Tutti i dati rilevanti confluiscono in una piattaforma condivisa, vengono costantemente aggiornati e consentono una collaborazione coordinata tra tutti gli attori coinvolti – dal primo schizzo fino alla manutenzione.
Quello che sembra efficienza, nella pratica rappresenta soprattutto una trasformazione strutturale. Con le nuove linee guida, infatti, il Ministero non definisce solo standard tecnici, ma anche requisiti organizzativi. Si tratta di gestione dei dati, processi chiari, piattaforme uniformi e norme vincolanti.
Obbligatorio olre una certa soglia – con limiti chiari
Il BIM diventa particolarmente rilevante negli appalti pubblici. Qui il suo utilizzo è già obbligatorio – almeno oltre una certa soglia: per lavori superiori a due milioni di euro e per progetti nel settore dei beni culturali sopra le soglie UE.
Per interventi di minore entità, soprattutto nell’ambito della manutenzione ordinaria e straordinaria, l’uso resta invece facoltativo. Tuttavia, chi pensa di poter evitare il tema nel lungo periodo probabilmente si sbaglia.
Digitalizzazione come fattore competitivo
Il BIM non è solo un obbligo normativo, ma sempre più un fattore competitivo. Chi vuole partecipare a progetti pubblici di grandi dimensioni difficilmente può prescindere da un approccio digitale. Allo stesso tempo, cambiano le aspettative dei committenti: trasparenza, tracciabilità ed efficienza diventano standard.
Per molte imprese ciò significa investimenti – in software, competenze e processi. Per altre, invece, si aprono nuove opportunità: maggiore sicurezza nella pianificazione, meno problemi di interfaccia e una collaborazione più stretta lungo tutta la catena del valore.
Le nuove linee guida mostrano soprattutto una cosa: la digitalizzazione nel settore delle costruzioni non è più un tema del futuro. È già realtà – e sta diventando un requisito imprescindibile.
Per ulteriori informazioni è a disposizione l’avvocato Alessandro Olivato dell’ Ufficio di Competenza Edilizia ed Installazione di lvh.apa:
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