Tanti ordini, ma materiali ridotti e costosi

 

L’aumento dei prezzi relativi alle materie prime e le difficoltà riscontrate nelle forniture stanno rappresentando una duplice problematica molto significativa per numerose aziende locali. Proprio per questo il Consiglio Direttivo di lvh.apa ha parlato ieri della situazione attuale e delle conseguenze di un simile sviluppo dei prezzi.

L’acciaio è stato tra i materiali in cui si è riscontrato un maggiore aumento di prezzo (foto Alan Bianchi).L’acciaio è stato tra i materiali in cui si è riscontrato un maggiore aumento di prezzo (foto Alan Bianchi).La situazione del mercato appare per molti versi assurda: dopo la crisi causata dal Covid-19, i circuiti economici locali erano pronti per ripartire anche grazie a diversi nuovi incarichi. Il tutto fino a quando non si è materializzato uno scenario inaspettato: significative difficoltà nel reperimento dei materiali e prezzi delle materie prime alle stelle. “Gli sviluppi del mercato stanno portando grande preoccupazione in tutta Europa e le aziende sono oggettivamente in difficoltà – ha spiegato il presidente di lvh.apa Martin Haller. In particolare materiali come acciaio, legno ed isolanti continuano a dover fare i conti con forniture difficoltose e prezzi in costante ed eclatante crescita, al punto da far nascere una nuova discussione su una maggiore indipendenza dalle materie prime. “Queste condizioni portano grandi incertezze tanto all’interno delle aziende quanto tra i clienti – ha aggiunto Haller -. Il problema è che nessuno sa come si svilupperà la situazione. Alcune previsioni indicano che la domanda di materie prime si stabilizzerà e con essa anche i prezzi, ma di fatto non esistono segnali concreti in tal senso.” Al contempo, non è chiaro quali possano essere i margini operativi di associazioni ed istituzioni in questo contesto. “Insieme a Confartigianato nazionale ci siamo già mossi per includere una clausola di revisione dei prezzi all’interno del Decreto Semplificazioni – ha aggiunto Haller -. A tal proposito l’obiettivo è garantire tanto alle amministrazioni appaltanti quanto agli operatori economici l’opportunità di una revisione dei prezzi in caso di significative fluttuazioni. In alternativa si potrebbe considerare una clausola di revisione dei prezzi per ammortizzare gli aumenti estremi.”

Adeguamenti nazionali per gli appalti pubblici 
A livello nazionale il Decreto Semplificazioni del 31.05.2021 ha introdotto alcune modifiche nel campo degli appalti pubblici. Attualmente in Italia è necessario un adeguamento del Codice degli Appalti, soprattutto per portare sul mercato nel modo più mirato, rapido e privo di burocrazia possibile anche il denaro per gli investimenti che dovrebbe essere messo a disposizione attraverso il Recovery Fund. “L’assegnazione di incarichi e concessioni da parte di committenti pubblici rappresenta un fattore economico irrinunciabile – ha affermato il Consigliere provinciale Gert Lanz -. Di regola circa il 90% delle procedure d’appalto si trova al di sotto delle soglie UE, per un totale pari circa al 75% del volume degli appalti. Proprio da tali valori si comprende come l’ambito in oggetto sia cruciale, tanto per gli operatori economici quanto per le amministrazioni locali.”

Ad inizio maggio lo stesso Lanz ha presentato una mozione al Consiglio Provinciale, con l’obiettivo di richiedere al Governo ed al Parlamento l’applicazione di principi maggiormente favorevoli alle PMI in occasione della prossima revisione del Codice degli Appalti. Oltre all’orientamento verso principi di base quali l’efficienza economica, la qualità, le disposizioni in tema di diritto del lavoro, quelle in ambito di tutela ambientale e quelle volte a preservare il principio di proporzionalità, esistono altri nove punti da applicare in futuro a livello nazionale. Tra essi un elemento chiave è rappresentato dalla necessità di rafforzare la competitività delle PMI dividendo i lavori pubblici in lotti quantitativi e qualitativi. In caso ciò non avvenisse la stazione appaltante dovrebbe motivare la scelta effettuata.

 

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