Il 26 gennaio 2012 entreranno in vigore le nuove direttive in ambito di formazione per la sicurezza sul lavoro. Si tratta di una serie di disposizioni transitorie, valide sei o dodici mesi. Anche se le associazioni economiche sono riuscite ad ottenere alcune riduzioni rispetto a quanto stabilito nell'accordo Stato-Regioni, con l'introduzione della nuova normativa le imprese saranno comunque costrette a sostenere diversi oneri.
L'11 gennaio 2012 sono stati resi pubblici gli accordi tra
Stato e Regioni siglati alla fine di dicembre, attraverso i quali è stata
rinnovata la legislazione relativa alla formazione ed all'aggiornamento di
lavoratori e datori di lavoro in ambito di sicurezza sul lavoro.
In
questo modo le novità introdotte hanno ora valore legale, essendo entrate in
vigore tramite le previste disposizioni transitorie. Al proposito, è fuori
discussione che un buon sistema formativo e di aggiornamento costituisca la base
necessaria per evitare incidenti sul posto di lavoro: tale sistema non deve
tuttavia trasformarsi in un inutile carico burocratico.
Le diverse
associazioni e le sovrassociazioni economiche USEB e Südtiroler Wirtschaftsring
si sono impegnate per molti mesi e in diversi ambiti, sostenendo in particolare
due direttrici: raggiungere una riorganizzazione fatta con buon senso e ottenere
norme realmente applicabili per le imprese.
"Anche se siamo riusciti ad
ottenere alcuni miglioramenti e sgravi, le nostre aziende dovranno fare i conti
con una vasta gamma di ulteriori oneri. Si tratta di un fatto incomprensibile,
soprattutto considerando che la Camera dei Deputati ha approvato ancora in
novembre lo "Statuto delle imprese", atto principalmente a ridurre costi e
burocrazia per le piccole e medie imprese. Tale novità mostra chiaramente come
sia ormai risaputo che la burocrazia in costante aumento costituisca un dato di
fatto contro cui le imprese devono lottare strenuamente. Proprio per questo non
si capisce perché esistano al contempo altri campi, come appunto la sicurezza
sul lavoro, nei quali si è deciso di intraprendere la strada opposta¿ spiegano
Ivan Bozzi, presidente dell'USEB e Christof Oberrauch, presidente del Südtiroler
Wirtschaftsring.
Con i due accordi aumenta ora notevolmente la portata
temporale della formazione e dell'aggiornamento di lavoratori e datori di
lavoro. Se per quanto riguarda i corsi di aggiornamento si è riusciti ad
ottenere una riduzione rispetto alla durata inizialmente prevista, in ambito di
formazione generale di datori di lavoro e lavoratori non c'è stato spazio di
negoziazione per quanto concerne il numero delle ore.
In ogni caso si è
riusciti a fare in modo che la formazione generale riguardi solo i nuovi datori
di lavoro e non coloro che erano già datori di lavoro al momento dell'entrata in
vigore della normativa.
Per le regioni e le province autonome è stato
inoltre ottenuto che la formazione delle scuole professionali attribuisca
crediti formativi permanenti : ciò affinché, nel reclutamento di persone
diplomate in istituti professionali e dotate di un'adeguata formazione in ambito
di sicurezza sul lavoro, le imprese debbano garantire solo la formazione
specifica in relazione all'attività svolta e non più gli standard generali del
settore.
Il passo successivo dovrebbe ora essere quello di integrare il
contenuto dei corsi formativi in ambito di sicurezza sul lavoro nel curriculum
di chi ha svolto una formazione professionale. "Auspichiamo a tal proposito di
ricevere un ulteriore sostegno da parte degli assessori competenti Hans Berger,
Christian Tommasini, Roberto Bizzo e Sabina Kasslatter Mur¿ hanno concluso i
presidenti delle due sovrassociazioni economiche.
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